Un sito che possono usare tutti
Un sito web accessibile è un sito che funziona anche per chi vede poco, per chi non usa il mouse, per chi si affida a un lettore di schermo o ingrandisce il testo al doppio. Non è un sito diverso, con una versione “speciale” a parte: è lo stesso sito, costruito in modo che nessuno resti chiuso fuori.
Il riferimento tecnico sono le WCAG 2.1 di livello AA, le linee guida del W3C richiamate dallo standard europeo EN 301 549. Sono criteri precisi e verificabili: è da lì che parto per controllare il tuo sito e per costruire quelli nuovi.
Il tuo sito è obbligato a essere accessibile?
Dal 28 giugno 2025 si applica il decreto legislativo 82 del 2022, che recepisce l’European Accessibility Act. Per chi ha un sito, il caso più comune è il commercio elettronico: se un consumatore può comprare un prodotto o prenotare e pagare un servizio sul tuo sito, la regola ti riguarda. Restano fuori le microimprese, cioè quelle con meno di 10 persone e un fatturato annuo fino a 2 milioni di euro, e i siti che non vendono nulla ai consumatori.
Se vuoi capire meglio chi è obbligato e cosa rischia, l’ho spiegato nell’articolo Siti web accessibili: chi è obbligato dal 2025. Per la risposta definitiva sul tuo caso serve chi si occupa di diritto: io ti dico come sta il sito e lo metto a posto.
Come rendo accessibile un sito
La verifica
I controlli automatici trovano una parte dei problemi, non tutti. Per questo il sito lo provo anche a mano, come lo userebbe una persona vera:
- solo con la tastiera: si arriva a ogni link, menu e pulsante, e si vede sempre dove ci si trova?
- con il testo ingrandito: a zoom alto la pagina si legge ancora, o si rompe?
- contrasti e colori: il testo si legge sullo sfondo, e nessuna informazione passa solo dal colore?
- titoli e struttura: chi usa un lettore di schermo può saltare da una sezione all’altra?
- immagini e moduli: le immagini che contano hanno un testo alternativo, ogni campo ha la sua etichetta, gli errori dicono cosa correggere?
Alla fine ricevi l’elenco dei problemi in ordine di importanza: cosa non va, dove si trova e come si sistema.
Le correzioni
Correggo il sito alla radice: template, menu, componenti e moduli, cioè le parti che si ripetono su tutte le pagine. Sistemato un componente, è sistemato ovunque. I contenuti, come titoli e testi alternativi delle immagini, li metto a posto io o ti mostro come farlo, se preferisci occupartene tu.
Il controllo finale, e cosa resta a te
Dopo le correzioni ricontrollo tutto. Poi ti spiego le poche regole per tenere il sito accessibile quando aggiungi pagine e articoli: titoli in ordine, testi alternativi, link che si capiscono anche letti da soli. Bastano dieci minuti, ma fanno la differenza nel tempo.
Sito nuovo o sito da sistemare
Su un sito nuovo l’accessibilità costa poco, perché si decide mentre si progetta: i siti che realizzo nascono già così, è uno dei punti fermi della realizzazione di siti web.
Su un sito che esiste già, dipende da com’è costruito. Un sito WordPress ben fatto di solito si corregge senza rifarlo. Se invece il tema o il page builder producono un codice che non si lascia sistemare, rattoppare pagina per pagina costa più che ripartire dalla struttura: in quel caso te lo dico subito, e la strada giusta è un restyling. Se il sito è su un’altra piattaforma, guardiamo insieme cosa si può fare lì e cosa no.
Per gli e-commerce, prima di tutto
Se vendi online sei il caso a cui la legge pensa per primo, e anche quello in cui un sito inaccessibile costa di più: un filtro che non si usa da tastiera o un checkout con i campi senza etichetta sono vendite perse ogni giorno, senza che tu lo sappia. Nel negozio controllo con attenzione il percorso che porta al pagamento: catalogo, filtri, scheda prodotto, carrello, checkout ed email di conferma. Se il negozio è ancora da costruire, parti dalla realizzazione di e-commerce: l’accessibilità è compresa dal primo giorno.
Niente scorciatoie con i widget
Esistono servizi che promettono di mettere in regola il sito con una riga di codice: un’iconcina in un angolo, un pannello per ingrandire il testo o cambiare i colori. Non li installo al posto delle correzioni, perché non sistemano i problemi dove nascono. Un modulo senza etichette, un menu che non si apre con la tastiera, titoli in ordine sparso restano tali, con o senza pannello sopra.
Conviene anche se non sei obbligato
Un sito accessibile lo usano meglio tutti: chi legge dal telefono sotto il sole, chi ha fretta, chi ha qualche anno in più. Piace a Google, perché titoli ordinati, testi alternativi e pagine leggere sono le stesse cose che aiutano il posizionamento. E ti prepara al futuro: se l’attività cresce o un giorno aggiungi la vendita online, non devi rifare tutto di corsa.
Lo faccio io, dall’inizio alla fine
Verifica e correzioni le faccio io, non le affido alla rete: l’accessibilità sta nel modo in cui un sito è costruito, ed è il mio lavoro di tutti i giorni. Parli con chi controlla il sito e con chi lo corregge, che è la stessa persona. Dopo, se vuoi, il sito resta seguito con l’assistenza e manutenzione.
Quanto costa rendere accessibile un sito
Non vendo pacchetti a prezzo fisso. Il costo dipende da come è costruito il sito, da quanti modelli di pagina diversi ha, da quanti moduli e funzioni ci sono, e da quanti contenuti vanno sistemati. Dopo la prima chiamata ricevi un preventivo con le voci separate e i tempi di ogni fase.
Se prima vuoi un parere senza impegno, nell’analisi gratuita del sito controllo anche l’accessibilità di base, insieme a velocità, SEO ed esperienza d’uso.
